RICORDI DI SCUOLA

"Ricordi di scuola ne ho pochi. Qualche
amico, le solite facce del paese e solo due maestri. Una, la Olivero, mi faceva
molta pena perché parlava male e con molta fatica. Aveva il 'labbro leporino',
credo si dica così, quindi un modo di parlare tutto soffiato, sofferto. Anche se
insegnava molto bene, mi metteva in imbarazzo il sentirla faticare per
esprimersi.
L'altro, il Fausone, molto atletico, molto prestante, veniva da San Damiano, e
venimmo a sapere che giocava a calcio nella Sandamianese, quindi per noi era il
massimo.
Un giorno, dietro nostra insistenza, ci invitò alla partita che alla domenica
avrebbe giocato in casa contro il Canelli. Lui non era sicuro di giocare, ma ci
invitò ugualmente, anzi ci avvertì che il Canelli era molto più forte di loro e
quindi avrebbero anche potuto perdere. L'appuntamento per andare alla partita
era fissato davanti alla scuola per l'una circa, e dovevamo avere tutti la
bicicletta. All'una meno un quarto eravamo già tutti presenti, così decidemmo di
partire subito, e poiché San Damiano era a soli cinque chilometri e quasi tutti
in discesa, all'una precisa eravamo già arrivati. Eravamo quasi tutta la classe
completa, persino due ragazze, cosa non certo normale per quei tempi. La partita
cominciava alle tre quindi stemmo due ore sulla piazza a rincorrerci e a giocare
a nascondarelo.
Verso le due e mezza arrivò il nostro maestro. Era vestito normale, ci salutò,
poi entrò in un bagno pubblico che c'era allora sulla piazza e uscì poco dopo
vestito da calciatore. Pantaloncini bianchi, maglia azzurra, calze azzurre,
numero '2' sulla schiena. Parlò un po' con quelli addetti all'ingresso del
pubblico, poi ci fede entrare tutti gratuitamente.
Lui ci salutò e andò con gli altri giocatori, noi tutti insieme salimmo su una
specie di gradinata lungo i bordi del campo. Non avevo mai visto un campo di
calcio così da vicino, mi sembrò molto grande, io quel giorno ero stranamente
emozionato ed euforico. Quando poco prima delle tre le squadre si presentarono
in campo cercai subito tra i giocatori il mio maestro. Dopo un attimo individuai
il '2'. Era un bell'atleta, non troppo alto, molto robusto, dall'aspetto
grintoso, però mi sembrò anche uno dei più vecchi della squadra. Ci salutò con
la mano, senza farsi troppo notare, prese posto in campo e cominciò la partita.
Vidi subito che l'altra squadra era più forte. Anche se non avevo mai visto una
vera partita di calcio, se non quelle giocate da noi sul prato dietro la Chiesa,
dal modo come giocavano con la palla gli uni e gli altri, si vedeva che i
'rossi' erano più forti. Anche al primo intervento del mio maestro, rinvio al
volo, la palla altissima, capii che muscoli ne aveva molti, ma classe un po'
meno. La partita era molto tirata, si correva molto senza tante tattiche, sia da
una parte che dall'altra, e forse gli avversari avevano più classe ma i nostri
avevano più cuore. Noi facevamo un tifo “d’ inferno” anche per sdebitarci
moralmente dato che ci avevano fatto entrare gratis. Ad un certo punto ci
mettemmo addirittura a fare il coro 'No-ri-no, No-ri-no', in onore del nostro
maestro che si chiamava Norino Fausone.
Il primo tempo finì 0-0. Quando iniziò il secondo, il nostro tifo aumentò ancora
di più, però vidi che sarà stata l'emozione, sarà stata la stanchezza, più il
nostro coro saliva di tono, più il nostro maestro calava di tono. La partita
stava quasi per finire e tutto sommato uno 0-0 contro il Canelli non era male
quando vi fu una discesa della loro ala destra che arrivò quasi al limite
dell'area, scartò il portiere che gli si era fatto incontro e appoggiò rasoterra
nella porta incustodita, ma dall'altra parte come un falco piombò sulla palla il
mio maestro, fece quattro passi poi si buttò per il rinvio al volo, ma gli
scivolò il piede d'appoggio, cadde e cadendo riuscì a dare un grande calcio alla
palla che invece di entrare in porta rasoterra, Vi entrò sotto la traversa. Era
un'autorete.
Il mio maestro rimase un bel po' a terra, poi si alzò, non guardò dalla nostra
parte, era molto mortificato e anch'io ero tristissimo per lui. La partita
terminò 1-0 e il nostro eroe Norino se ne andò salutandoci un po' da lontano con
la mano. Era molto avvilito.
Uscimmo dal campo in silenzio, prendendo ognuno la propria bicicletta, ci
avviammo verso casa, ma al primo che disse: ”vediamo chi arriva primo”, ci
scatenammo facendo volate continue fino alla salita di San Martino, poi
scendemmo tutti dalle bici e ridendo e scherzando arrivammo in paese.
Le delusioni passano in fretta a 11 anni, a quell'età si dimentica presto"
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in primo piano, coricato,
il maestro Fausone
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Riproponiamo la fotografia
di una delle prime formazioni
della Sandamianese
di quegli anni descritti
nel racconto di
Mascarotto.
BONINO, RAMELLO, GALLO, MODENA, SANDRI,
CARAMAGNA, GIORDANO,
MAGLIANO, RONCHEGALLI,
BALZA, BONINO, FAUSONE
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Il brano riportato è tratto dalla collezione di
racconti “LA MUCCA ROSSA” dello scrittore e pittore Ernesto Mascarotto, nato a
San Damiano nel 1935, visse la sua infanzia a San Martino per trasferirsi a
Torino con la famiglia nel ’48.
Attraverso ricordi personali l’autore descrive e commenta la vita dei contadini
delle nostre terre di circa 60 anni fa. E’ una testimonianza puntuale, una
documentazione preziosa: rievoca dal vivo con stile spontaneo ed incisivo usi e
costumi, lavoro e divertimento.
Uno di questi racconti è dedicato al suo maestro Norino Fusone giocatore in una
squadra di calcio “vera”. Il ricordo del campo, dello “spogliatoio”, delle
tribune ma soprattutto la cocente delusione per la sconfitta della squadra per
un autorete del suo maestro. Senza dubbio il ricordo di una passione, quella per
il gioco del calcio, trasmessagli da un maestro di vita e di sport.
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Ernesto G. MASCAROTTO
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ERNESTO G. MASCAROTTO
Nasce a San Damiano
d’Asti
nel 1935.
A Torino frequenta gli
atéliers
di molti pittori,
tra i quali Dino
Comparato,
Gianni Iorio e Guido Bertello.
Mascarotto alterna la
tecnica dell’acquerello
con la pittura ad olio
e con l’arduo uso dei
colori acrilici.
Compone i lavori
pittorici
in diretto rapporto con
il vero,
all’aperto per i dipinti
di paesaggio,
e in studio per le
nature morte,
i fiori ed i temi di
genere.
L’artista è
componente
della Società Promotrice
delle Belle Arti di
Torino
e del Piemonte Artistico
e Culturale di
Torino,
di cui è socio fondatore.
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Norino FAUSONE
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continua
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