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IL CALCIOA SAN DAMIANOdal 1912 al 2003STORIA |
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Quella almeno saltava e non procurava dolore nel colpirla e consumava di meno le scarpe. Se colpita bene correva e volava come quella grande. In quei tempi il gioco del calcio non era ancora molto noto, ma a San Damiano esisteva già una squadra. Il pallone elastico e le bocce, meno complessi e poco costosi, erano i giochi più praticati.Al Rondò mai nessuno ci vedeva giocare: Per questo nessuno di noi fu mai chiamato nelle Giovanili dell’ U.S.S. Spesso si andava ad assistere agli incontri “veri” della nostra prima squadra. Ho invidiato quei giocatori, con i calzoncini bianchi e la maglia rosso-blu, che correvano dietro ad un pallone vero, troppo bello per me che ero solito usare palloni di fortuna. Quando frequentai le Superiori ad Asti, usavo la bicicletta, il mezzo più veloce che mi facilitava il rispetto degli orari. Ai Giochi della Gioventù Studenteschi vinsi il trofeo per il ciclismo… (con quegli allenamenti quotidiani!!). I professori di Educazione Fisica privilegiavano Pallacanestro, Pallavolo, lancio del disco e del giavellotto o il salto ad ostacoli. Il gioco del calcio non era previsto dai programmi in quanto considerato pericoloso e costoso per la divisa.
Tuttavia solo più tardi, nel 1934 per la prima volta le scuole organizzarono un Torneo Studentesco di calcio. Vi prese parte anche l’Istituto Magistrale a cui ero iscritto e fui convocato per la selezione. Dopo diversi allenamenti e prove, mi fu assegnato il ruolo di portiere.La nostra era una formazione raccogliticcia. Ad Asti le Magistrali maschili erano state aperte da poco. Molti elementi venivano dai paesi, solo alcuni della città avevano una certa esperienza per avere partecipato a Tornei giovanili, tra questi Brigada, Puel, Ferraro, Campini… Battemmo in finale la squadra del Liceo forte di Cerruti e Scanu che già giocavano nell’Asti, allora in serie “C”La notizia giunse a San Damiano e quel successo rappresentò per me un evento di massima importanza perché fui chiamato a giocare nella Sandamianese in mancanza del portiere titolare.Accettai con entusiasmo: ero talmente contento che subito non mi resi conto della brutta figura che avrei potuto fare contro avversari più forti di noi , incontravamo infatti la formazione del Cinzano militante in categoria superiore. Iniziò la partita ma non ebbi tempo ad emozionarmi perché vedevo sbucare palloni da tutte le parti. Resistemmo strenuamente per circa 25 minuti, poi dovetti chinarmi a raccogliere il pallone in rete. Stranamente il gol parve rinfrancare la Sandamianese che, superato il disagio iniziale, cominciò a dare più ordine alle sue manovre e ad acquistare maggior fiducia nelle sue forze. Il primo tempo si concluse con il risultato di 1 a 0 per i padroni di casa. Negli spogliatoi ricevetti pacche sulle spalle e congratulazioni dai compagni che, non avendomi mai visto giocare, non immaginavano che me la potessi cavare in quella maniera. Anche nel secondo tempo la sinfonia non cambiò: ci fu sempre solo una squadra all’attacco, il Cinzano con l’altra in difesa, talvolta affannosa. Ancora tanti tiri ed ancora tante parate, talune fortunose altre meno. Perdemmo l’incontro con due reti di passivo. Al termine dell’incontro oltre ai complimenti dei compagni ricevetti dai dirigenti del Cinzano la proposta di tesseramento. Non accettai per gli impegni di studio e quando ero libero da questi, al sabato e alla domenica lavoravo da parrucchiere: avevo pochissima libertà ed ero anche prossimo all’esame da Maestro e non potevo compromettere gli studi e la carriera scolastica cui tenevo più di ogni altra cosa.Il Gioco cominciò a piacermi ma l’impegno della scuola e del lavoro mi impedivano la partecipazione agli allenamenti e fui chiamato solo per disputare altri spezzoni di partite di campionato"
Ressero le sorti della SANDAMIANESE in questi anni, dal 1921 al 1939,i PRESIDENTI:MIGLIASSO ANTONIO – ARTUSIO GIOVANNI – BELLERO FRANCESCO
Vennero le Guerre Coloniali e poi
la seconda guerra mondiale e molti giovani furono richiamati alle
armi (lo stesso toccò al Presidente Bellero, che grande parte avrà poi
nella Lotta di Liberazione nelle nostra zone, con il nome di battaglia del
“GRIS”) e non fu possibile sostituirli degnamente. Squadre e Società
andarono sempre più alla deriva, specie quanto il campo di gioco, forse il
migliore di quelli costruiti a San Damiano, venne restituito al
proprietario e smantellato: la Sandamianese dovette cessare l’attività.
Quel campo sorgeva a San Rocco, nei pressi dell’attuale via Petrino.
Correva l’anno 1939. Da allora il calcio organizzato a San Damiano osservò
una lunga pausa. Si riparlò di questo sport nel 1946, quando ormai era
divenuto popolare anche perché molti giovani avevano avuto modo di vedere
grandi città e le attività sportive che in queste venivano praticate, in
particolare Torino, Genova, Casale, sedi in quegli anni di grande calcio.
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